Archive for the ‘Thoughts’ Category

Landscape lectures, 3-25 May 2008

Wednesday, April 2nd, 2008

dscf0654.jpg
The sandbags and horizontal buxus trench and the polyphonic white sand room;
kneeling system by artist Mino Trafeli. Chaumont sur Loire (FR), 2006.
Designed by Brusci&Passerotti/Giardino Sonoro - nEmoGrupo, architects

dscf0630.jpg

A sonic terracotta plate, Chaumont sur Loire (FR), 2006.
Designed by Brusci&Passerotti/Giardino Sonoro - nEmoGrupo, architects

——
LANDSCAPE LECTURES/Lezioni di paesaggio
Savignone (Ge), Colonia di Renesso, 3-25 maggio 2008

curated by Emanuele Piccardo

http://www.archphoto.it/2008/04/01/lezioni-di-paesaggio_savignone-3-25-maggio-2008

4 may 2008_ “Defining the landscape

Conveners

Massimo Quaini_Geographer
Marcella Rossi_Historian
Giorgio Falco_Writer
Brunetto De Batté_Architect
Lorenzo Brusci_Sound and experience designer

dscf5485.jpg

dscf5937.jpg
A Sonic and Vibrating Vulcano.
Designed by Brusci&Brugellis&Passerotti/Giardino Sonoro 2007

dscf5336.jpg
The horizontal buxus and weaved chestnut bars sonic wall. Designed by Brusci&Passerotti/Giardino Sonoro, 2006.

lezioni-di-paesaggio.pdf

The program.pdf in italian.

Alisè, Orthopedic Rehabilitation Center. A short video document.

Thursday, February 21st, 2008

Alisè, Centro di Riabilitazione Ortopedica/Orthopedic Rehabilitation Center, Scandicci, Firenze (IT)
Accoglienza acustica e spazio sonoro della cura / Acoustic comfort and the therapeutic sound space

_A short video document illustrating the sonic life inside the center_

Alisefeb08.mp4

Spazio sonoro/Sound space, sound Design di/by Lorenzo Brusci, Sound Experience Design, 2007
Video di/by Fabio Ferracane

Alcune note teoriche a supporto delle prassi sonore applicate ad ALISE’. (italian)

Krakow/Berlin, 21.02.2008

Nell’incontro con la dimensione terapeutica, lo spazio sonoro/sonorizzato – concepito come un’integrazione dinamica e mutevole alla staticità dello spazio architettonico – offre sia ai terapisti che ai pazienti una nuova dimensione abitabile, quella della vigile e autocorrettiva consapevolezza sensoriale ambientale. Lo spazio sonoro, l’habitat multisensoriale, l’accoglienza svolta dalla dotazione di comfort e immersività cognitiva, diventano dei gradi di rispondenza e umanizzazione dell’ambito curativo, quindi esprimono un contrappunto virtuale, di ulteriorità integrale alla condizione del dolore. Un teatro della mente che trova il proprio spazio ideale aprendo a un tempo della cura deassolutizzato, capace di ristrutturare la portata ontologica del male nell’unità di luogo ospedale, luogo ridotto, luogo regressivo per vocazione e nei fatti quotidiani, in senso putroppo estensivo.

Proprio nel momento della debolezza fisiologica umana, nel rischio che la sua espansione intacchi la forza vitale della persona e del suo sitema emozionale più esteso, ecco che lo spazio mentale è poeticamente e idealmente lo spazio delle fantastiche possibilità, delle virtù insondabili e insondate e della loro virtuale attingibilità. Qui il pensiero si muove libero, memoria e funzione, una danza sinuosa, che si distende verso un tempo e luoghi senza peso, senza struttura data, senza l’angoscia della forma costretta, irredimibile. Eppure anche tutto il contrario è lo spazio della mente, ossessione, paura, destituzione di ogni fondamento per la propria identità di essere, in infinita crescita, espansione cosciente e inconsapevole, parte e superamento dello stesso radicale intento vitale. Lo spazio della mente è lo strumento più grande concesso alla libertà umana per affrontare la propria storicità da essere adatto, co-adattivo, dinamico.

La malattia è un punto di rottura, l’intero assetto dell’essere s’incrina, nella malattia l’uomo inizia ad interrogarsi sulla propria presenza, la storia non parla più, la memoria è preda del terrore, la forza si concede alla stasi, il futuro è stretto nella permanenza insistente di un sintomo, nella sua radicale e violenta implicazione. L’interpretazione è il soggetto. Si esiste perché interpretati da un tecnico che parla di esiti e procedure, indipendentemente dalla costellazione antropica che si è stati. La malattia sospende il processo genotemporale, pone l’essere nello stato del dubbio, infrange la reciprocità delle azioni, pone al centro del mondo la solidarietà e la sua ineluttabilità, inevitabilità.

Poter inscenare un luogo dove la percezione del proprio decentramento, della propria marginalità possa trovare una cura speciale, fatta di stimolazione al flusso stesso dello spazio mentale.

Alcune condizioni generali di fenomeno. Le ragioni di uno spazio sonoro


1- Creare condizioni perché la propria disponibilità fantastica si compia, si lasci libera di articolare lo spazio simbolico che ci costituisce; attenzioni simboliche e altro-materiali, un artificio che aiuti l’emersione di una natura ampia, epica, osservata e osservante, oltre lo stato del presente oggettivo, fisio-oggettivo.
2- Richiedere interpretazione, azione. Esperienza simbolica come occasione di comprensione dei fenomeni emozionali e comunitari che estendono, ampliano la percezione del sé come pensiero e memoria comunitari, accolto e accudito, riferito e preesistente, proiettato nel proprio futuro. Di fronte al sé comunitario non può esserci che interpretazione e dialettica vitale, anche nella profondità del dolore.
3- Nessuna cultura del dolore e della morte è ammissibile. Comunicare la negazione del male, come principio della cura. Compassione e cura, attenzione e correttezza, nessuna normalizzazione del dolore e della solitudine spesso implicata; un luogo per la cura non deve mai normalizzare la mostruosità del dolore. Esiste solo il tempo della cura e la sua pulsante accoglienza.
4- Uno spazio sonoro della cura è uno spazio immesivo, cognitivamente immersivo e multisensoriale. Uno spazio che parla alla sete sensoriale del paziente, alla sua ricerca di ragione, nonostante il male. Lo spazio sonoro eccita attraverso l’articolazione simbolica sonora e più ampiamente mediatica la capacità di produrre esperienza unica nel paziente.
5- Unicità contro l’uniformità indotta dalla malattia. Simbolicità, varianza ed interpretazione contro la ridondanza e l’invasività del male.


Multisensorialità, immersività, funzionalità

1- Aumentare e diversificare la percezione di luogo, sia nella semantica geografica dello spazio (senso del luogo, vocazione tecnica del luogo) che nella sintassi architettonica (percezione di altezza e larghezza acustica dello spazio, uso di reversberi e ritardi del suono).
2- Ritmicità e flussi di suono studiati sulle specificità di ritmo terapeutico.
3- Azionare sistemi di feedback e rewards informaticamente interattivi in grado di incentivare la percezione ambientale della propria prassi teraupetica individuale.

Suono, composizione, articolazione della differenza

1 - Composizione e simbolicità espressiva, tra memoria musicale e sorpresa ambientale, scoperta fisica della sorgente sonora e del suo portato musico-gestuale, fisico-spaziale, animale e naturalistico, cinetico-meccanico.
2 - Sottolineare il potenziale dell’esperienza conoscitiva diretta, in prima persona, facendo della scoperta un fattore di crescita cognitivo ed emozionale: il potenziale della meraviglia, l’epifania della diversità esperienziale, portati al centro dell’ambiente sensoriale della prassi terapeutica.
3 - Cambiamento d’esperienza, attraverso la nuova cognizione, favorire la narrazione della propria nuova esperienza sensoriale. Offrire strumenti di narrazione al di fuori del contesto di fruizione/terapia. Cambiano le modalità di ascolto e di attenzione, rendendo il mondo un piano sonoro di ascolto aperto, specialmente al di fuori del contesto terapeutico.

ELECTA KOENIG, International Art and Architecture Bookshop, Milano

Monday, February 4th, 2008

logoelecta.gif has invited Lorenzo Brusci/Sound and Experience Design to hold a lecture on the theme:

- Paesaggi simbolici urbani: giardini sonori e ambienti immersivi per la nuova città.

- Urban Symbolic Landscapes: sonic gardens and immersive environments for a new city.

Milano, Bookshop ELECTA KOENIG, P.za Duomo 1, Milano

3 june, 2008, h. 17.

The lecture will be delivered inside the cycle of conferences “Green Afternoons at the Bookshop” curated by Patrizia Pozzi and focusing on new perspectives in contemporary landscape design.

c-11.jpg

g-21.jpg

o-1.jpg

m-11.jpg

(Digital simulations by nEmoGruppo, Firenze)

“Paesaggi naturali, paesaggi abbandonati; per lo più il lavoro del paesaggista consiste nel soddisfare richieste del tipo: mascherami, migliorami, riqualificami, il che presuppone operare su contesti che ne hanno un gran bisogno. Occuparsi di questi paesaggi abbandonati produce oggi tematiche trasversali non più legate solo al concetto di giardino, ma che come emerge dal mio libro e dai titoli degli interventi proposti per il ciclo di conferenze, dimostrano una visione più allargata nei confronti della natura; non a caso Gilles Clement parla di giardino planetario, di terzo paesaggio; non a caso nelle università si affrontano temi come i community garden, l’incolto…; non a caso ci sono persone che come Stefano Massimello fondano movimenti come il Guerrillla gardening…. cosi offrire a chi verrà agli incontri una visione più allargata e trasversale può, invece che dare delle risposte, indurre a farsi delle domande”. Patrizia Pozzi

pomeriggi-verdi.pdf

Downlod the ELECTA landscape lectures full program.


RTSI radio interview

Tuesday, December 4th, 2007

9.jpg

Swiss italian Radio RTSI-Retedue (Channel II). 5-6 december 2007

Enrico Bianda interviews Lorenzo Brusci on the following themes:
- Acoustic design can provide dynamic contents and expressive architecture changeable perspectives to the human habitat of the Schindler’ factory new contemporary art museum, project by Claudio Nardi e Leonardo Proli. Civil, aesthetic and functional meanings through a symbolic acoustic design.

- The relationship between Brusci’s work and historical cultural sources and items, territories, cities and communities, from the architectural and the sound point of view.

- The artist: towards a (self)reflecting responsability.

——————————————————

“Excerpts from the interview plus written extended reflections concerning the relation between intentionality and functionality in contemporary city life”.

Walking in the street, willing to obtain and achieve a specific strategic and geographic aim. Surrounded by noise aggression, media noise aggression and a-systematic exposures. Carnival of colours, shapes, redundancies. Aggression. Reaction? Functional actions become rigid and “closed” once combined and exposed to intensive uncontrolled urban media noise; the civil society vanishes into the citizen-tourist city fruition model; you skip facing the external world with your private and complex emotional set, better an organized functional set of goals. Richard Ingersoll in his sociology of architecture book Sprawl Town (published in Italy by Melteni) talks positively about the possible integration between commercial malls and public architecture, new contexts able to reconstruct a social texture setting up the social dynamic of a traditional market area, getting over the post-industrial sublimation of passive-active-passive consuming actions inside the ’segregated dedicated space’. Once again the combination between functions and ‘closed environments’ - also considerable ‘contemporary complexity reducer factors’ - simplify obtaining one’s goal, lowering and often annihilating the incidence of the richer social and wider cultural landscape.

percorso-bambu-1.jpg

percorso-bambu-3.jpg

Sonic bamboo door to Campi Bisenzio. URBAN SONIC GARDEN 2004/2005. Urban sonic and horticultural installation by Giardino Sonoro.

(photos by Davide Virdis)

Our urban experience design aims to restructure individuals’ aspiration to a full functional city, designing new perceptual doors to the pleasure of community life, made of surprises and unpredictable encounters, time stretching and potential lives at every corner and sight. Filling city paths with stimulating media contents, information and narrations; street signals able to underline and offer further understanding keywords and stunning interpretation stances: these tools can enhance and increase the intensity of the communitarian experience, specially through the unavoidable arisen critics and supports. Between you and ‘the intended place’ there are other places, other stories, stratified suggestions and heritages, persons, not simulacrum of presences (and of their inter-relationships). Persons with their sharable attitudes and goals. Before approaching your target -the event, the place, the building or an advised danger- there’s the possibility to live alternative experiences, to let them talk, sending and receiving environmental messages, walking unpredictable paths, enriching your daily/night cultural landscape.

dsc_3397_.jpg

Giardino Sonoro Lab, Firenze, 2007. Photo by Daniele Barbagli.

Iconography of presences, choreography of motions, they should suggest behaviors and narrations able to discover unknown urban sites, attitude to places and institutions never considered before, overcoming the caption like reference of standard street and information signals: to be aware of which soundscape you are immersed in, which historical traces you are belonging to or heading to, to be emotionally and chronologically connected to contemporary events happening in other towns of the planet… All inside a clear context of wide sense of welcoming and care:

ie. the sonorous and luminous traffic light (Brusci, 2007) is a clear example of this approach. Consider a traffic light that is also a “pedestrian waiting lit spot” (where the pedestrian is always at sight), with a street noise masking interactive sound system, a real shelter from the sun and the rain, equipped with a synchronized sound design announcing the pure functions of the traffic light itself: waiting ->crossing, quality and security of the action. Unfortunately cars and their drivers belong to the “pure function” domain: purpose, action, result. We need to restructure the attitude to passively assume the immanency of accidents and risks as the only real point of contact with “other’s reality”, the outside: inside a car you live a cognitive alienation, surrounded by noise and wide frequency range music (highly compressed radio music). We need helping drivers to consider that real persons are walking by, that they belong to the same ethic action-domain, “pedestrians are a sameness with drivers; cars are provisional interfaces”. This can sound simple, “not sufficiently stigmatizing” but in terms of experience design we want clearly to communicate ‘in the streets’, with all the means, that “people are real people and nothing can justify a “contact-accident” epiphany. This is one of our fundamental issues concerning contemporary cities: street events are not media events. Media contents on the contrary have to help enhancing living circumstances and bringing them to a strong continuous cultural negotiation.”

2.jpg

A study for a city sonorous and luminous traffic light. Designed by Lorenzo Brusci. Collaborator Pietro Fantoni, 2007.

We are now approaching furthur designing steps with arch. Pino Brugellis

Site specific sound and acoustic interventions

Monday, November 5th, 2007

dsc00240.JPG

Flying Dolphin, Designed by Lorenzo Brusci for Giardino Sonoro, 2004

Site specific sound and acoustic interventions require the customization of the sonic modules designed and installed. Our team’s activity is vocated to site specific multisensorial installations. Any reference to our previous works and design should be intended to invite our clients to entrust us for future customized solutions.

"Esserini medley", composed by Lorenzo Brusci for BBC WGLShow Birmingham, May 2005,
vocals by Letizia Renzini.
Samples from the CD LOLE, Musica Leggiarda, TIMET, 2006